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 Il nuovo maestro: maledizioni ed incantesimi. 
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Messaggio Il nuovo maestro: maledizioni ed incantesimi.
La fretta si sa, è cattiva consigliera.

Ma il desiderio di dominare le forze oscure che permeano l’universo è un nettare che attanaglia la gola, entra nel cuore dei discepoli e solo una forte disciplina mentale evita ai giovani apprendisti di non rimanere preda di quel desiderio incontrollabile.

Ore e ore passate a provare incantesimi e rituali, intere notti insonni passate sugli antichi tomi di Kalimdor alla ricerca dell’antica sapienza degli Elfi del Sangue, che da tempo immemore dominavano anche gli elementi oscuri dell’universo.

Già, le forze oscure.

Una fonte di potere palpabile, materiale, reale. Una sorgente che a momenti sembrava prendere vita propria, con desideri di distruzione e corruzione di tutto ciò che reca il marchio della luce. Così come in passato fece per la più grande genia degli elfi, di cui non rimangono che pallide vestigia nel Nord Degli Eastern Kingdoms. Una via da percorrere per chi ha sete di conoscenza e fretta di apprenderne i segreti.

Engeltod sentì il sudore colargli freddo giù per la schiena, quando apprese che uno dei più grandi maestri nelle arti oscure dell’evocazione era diventato un demone: Magteridon, ora prigioniero nella sua cittadella in Outland.

E quegli ululati la notte, che non lo lasciavano dormire.

Il maestro Arugal aveva tagliato corto alle domande di Kirrak riguardanti il desiderio di voler incontrare e ringraziare per la gentile ospitalità il signore del Castello.

Quella notte non avevano entrambi sonno.

Engeltod si girò verso Kirrak, notando il riflesso dei suoi occhi che fissavano preoccupati la foresta attraverso la piccola finestra della loro stanza nella torre. Una strana nebbia avvolgeva tutte le sere il piccolo villaggio ai piedi del castello, arroccato su di un’altura e difeso dai pesanti bastioni di guardia.

A volte, nel silenzio della notte, un lamento lontano sembrava provenire dalle casupole ammassate all’interno della palizzata di legno, ma spesso Engeltod aveva incolpato il vento di quei rumori. Anche perché il villaggio era stato abbandonato da tempo, a causa dell’invasione degli ogre a Nord, che avevano seminato distruzione e morte nei territori vicini.

O almeno questo era quello che aveva detto loro il maestro Arugal.

Ma quella notte era tutto diverso. Entrambi lo sapevano.

Da quanto tempo non hai notizie dei tuoi, Kirrak?”, gli chiese.

Non saprei, il tempo sembra distorto qui dentro. Potrei dire giorni, settimane o mesi. Forse anni. Niente ha senso. Come il maestro Arugal, del resto. Hai notato che ha sempre il volto coperto e la notte si aggira per il castello? Mi mette addosso una certa inquietudine quell’…. Uomo?! Non saprei neanche come definirlo. È esperto, certo. E possiamo accedere ad una sapienza antica come ci aveva detto il nostro mentore. Ma , ti ripeto, non sto tranquillo. Non so, c’è qualcosa di sbagliato. Hai notato come taglia corto ogni volta che chiedo del Barone? E poi la notte quei lamenti nel villaggio!”, e si interruppe, guardando Engeltod.

Sì, l’ho notato. E sento anch’io i lamenti provenienti dal villaggio. Hanno un che di tormentato, lugubre. Pensavo fosse il vento che si intrufolava tra le vecchie case abbandonate. Ma se soffiasse il vento, non ci sarebbe tutta questa nebbia. E la nebbia c’è ogni sera. E poi i graffi alle porte ed alle pareti del cortile. E hai notato? Durante il giorno non c’è una guardia. Alcune aree del castello sono vietate, soprattutto le stanze oltre il cortile delle stalle”.

Già. Se non fosse per gli studi che ci assorbono tutto il giorno, potremmo cercare di capirci qualche cosa. Potrei chiedere ad un amico che, beh, sai com’è, diciamo che ha una certa dimestichezza con le serrature ed ha il brutto vizio di essere un po’ troppo curioso a volte. Ma avremmo accesso a tutte le aree e potremmo…”, ma non finì la frase.

Engeltod lo zittì bruscamente:” Ssshhh! Ascolta! Passi nel cortile e …. ancora quel lamento dal villaggio!”, concluse, sporgendosi dalla piccola finestra della torre.

Stasera vado a vedere. Ora basta. Se c’è qualcuno o qualcosa cercherò di far luce. Oramai siamo più potenti rispetto al periodo trascorso a Elwynn Forest. Se poi ci sei anche tu, possiamo sgominare una banda di interi orchi con il semplice schiocco delle dita, hahahahah”. Ma la risata non era troppo convinta e Kirrak lo capì.

Ma certo che vengo anch’io, mica ti lascio solo, Anche perché a volte sei un po’ imbranato e ti impicci con i rituali gesticolando a caso”, disse il vecchio amico, che cercò di rassicurarlo sfoderando un sorriso canzonatorio.

Erano entrambi preoccupati.

Si vestirono in fretta senza accendere luci e scivolarono piano piano fuori dalla loro camera. I corridoi sembravano deserti, così come le scale. La luce tremula delle torce gettava dei coni d’ombra oscuri agli angoli dei corridoi.

Improvvisamente, sentirono un rumore di passi leggeri provenire dalle scale della sala dei banchetti. Una figura stava salendo le scale con movimenti barcollanti, quasi l’equilibrio ne fosse compromesso. Ed il rumore dei piedi era … strano, leggermente felpato e raschiante sui lastroni di pietra del pavimento.

Si nascosero in uno degli armadi presenti, lasciando uno spiraglio per poter osservare.

Sembra il mio cane quando sale le scale”, disse scherzando sottovoce Kirrak, avvicinandosi all’orecchio di Engeltod.

Ma la sorpresa e l’incredulità si dipinsero sui loro volti poco dopo.

Una figura a metà tra l’uomo e la bestia passò lentamente accanto al loro armadio, reggendo in una mano una torcia. I muscoli deformati e le gambe arcuate formavano un tutt’uno osceno, coperti da una spessa coltre di pelliccia grigia: un Lupo Mannaro!!!

La creatura si fermò subito dopo annusando l’aria, quasi avesse avvertito la loro presenza all’interno dell’armadio.

Engeltod, chiudendo gli occhi, cominciò sottovoce ad intonare la cantilena di un incantesimo arcano, mentre Kirrak impugnò la propria bacchetta magica.

_________________
Non possiamo decidere come nascere, ma possiamo scegliere come affrontare degnamente la fine

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lunedì 5 maggio 2008, 20:37
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