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 Ishnu-alah, Thero’shan Clawraiser. 
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Messaggio Ishnu-alah, Thero’shan Clawraiser.
L’arcidruido Fandral Staghelm sedeva pensoso, osservando il giovane druido inginocchiato e silenzioso davanti a lui. Lunghe trecce porpora, acconciate con cura, scendevano dalle spalle fin quasi alla cintola. Gli occhi luminosi cercavano di mantenere contegno e serietà, ma più di una volta avevano vagato, di sfuggita, per la sala. Non potevano non notare la differenza, nella postura e nel comportamento, tra i due istruttori più stimati da coloro che si avvicinavano alla via del Druido. Di fianco allo scranno dell’Arcidruido, infatti, si trovava Mathrengyl Bearwalker, orgoglioso e sprezzante. Di fronte, invece, l’inviato del Circolo di Cenarion di Moonglade, l’anziano Dendrite Starbreeze. Alla ricerca della saggezza dell’equilibrio, l’acerbo elfo aveva pensato che i due avversari potessero rappresentare le diverse anime del druido, l’una più ferina e impetuosa, come ricordava la zampa d’orso che faceva da guanto a Mathrengyl, e l’altra tranquilla e solenne come gli alberi secolari di Moonglade.
-Clawraiser, dunque. Lilac Clawraiser. Un giovane promettente, a giudicare dalle voci che corrono su di te. Un giovane votato all’azione, come piace a me. Quello di cui abbiamo bisogno dopo secoli di intorpidimento… Specialmente ora che qualcuno vorrebbe rimetterci a dormire, non è vero, Sacerdotessa Whisperwind?
Silenzio. Tyrande presenziava alla seduta, ma non una parola uscì dalla sua bocca. I suoi occhi rimanevano bassi, e solo nella certezza di non incontrarli Lilac si era azzardato a indugiare sulla sua figura triste ma bellissima.
-Arcidruido, vi prego, abbiamo udito queste invettive già troppe volte –disse Dendrite intervenendo in difesa della compagna di Stormrage.
-Starbreeze, sapete benissimo che negli affari del nostro popolo voi del Circolo avete solo potere consultivo. E si dà il caso che non abbia bisogno dell’aiuto di nessuno per giudicare la storia della mia gente.
Lilac notò come il veccho Dendrite faticò nel costringersi a tacere; pur nella sua inesperienza, sapeva che quella non era la prima e non sarebbe stata l’ultima diatriba le autorità di Darnassus e quelle di Moonglade. Si sentiva a disagio tra i due fuochi, ma soprattutto sorgeva in lui la frustrazione e la delusione di chi è cresciuto con un mito che si infrange. La guida illuminata dei druidi, l’unita dei Kaldorei, la nuova era che li avrebbe accolti..
Questi pensieri, però, vennero interrotti dalla voce profonda di Mathrengyl.
-Bene, Dendrite. Intendi rimanere qui a masticare amaro o vuoi dare un senso all’udienza che ti è stata concessa? Lo farò io al posto tuo. Il germoglio che avete di fronte, mio Arcidruido, ha bisogno di un nuovo incarico. Ha superato tutte le prove che gli sono state sottoposte, e malgrado si tratti di un pupillo dei nostri cugini di Moonglade e dei loro amici tauren, credo che potremo fare affidamento su di lui.
Il petto di Lilac si gonfiò d’orgoglio a udire quelle parole, ma il giovane si ricordò di quante volte era stato ripreso per la sua vanità. Oltretutto, mostrarsi troppo riconoscente nei confronti di Mathrengyl avrebbe senza dubbio rattristato il suo anziano maestro.
-Cosa consigli, dunque, Bearwalker?
-È evidente che il giovane potrebbe già dare il suo contributo in frontiera, tra la Valle delle Ceneri, il Bosco Caduto e le Praterie. Eppure… per una volta mi trovo a concordare con il Circolo di Cenarion, che insiste per inviare più agenti al di là del Mare. Il giovane Clawraiser, del resto, ha già dato prova di sapersi orientare in quelle terre. Vi si è recato per superare la prova del Leone Marino, e per apprendere da un maestro d’armi straniero l’uso delle mazze più pesanti.
-Altri segni d’intraprendenza, ottimo… Ma Starbreeze, non è che state per caso cercando indebolirci dall’interno, allontanando i nostri elementi migliori? Avete forse in mente di tentare un qualche colpo di mano? –Fandral scoppiò in una fragorosa risata, che cessò all’improvviso poco dopo, con i suoi occhi che recuperarono il solito cipiglio.
Dendrite prese la parola, riprendendo il discorso di Mathrengyl come se Staghelm nel frattempo non avesse detto nulla:
-Il fatto è, Arcidruido, che abbiamo bisogno di sapere di più di che cosa avviene a Lordaeron. Questa Piaga di cui abbiamo sentito parlare sembra che abbia avuto conseguenze tanto disastrose quanto l’invasione dei Demoni in Kalimdor, non possiamo rimanere indifferenti.
-Sapete benissimo che la mia priorità è difendere Kalimdor e la nostra gente. Quest’Alleanza che ho ereditato non è precisamente ciò che avrei voluto, eppure… l’Est è pur sempre un’opportunità per estendere la nostra sfera di influenza. Gli agenti che abbiamo inviato presso Ventotempestoso hanno ottenuto buoni risultati con quel Fordragon.
-Acconsentirete dunque alla partenza di Lilac? –chiese Dendrite.
-E sia… se non altro per avere un po’ di tregua dalle con le vostre continue richieste, Starbreeze. E tu, Clawraiser. Alzati in piedi.
Lilac si risvegliò dal torpore delle sue gambe della sua mente, e la sua lunga ombra arrivò a lambire i piedi dell’Arcidruido.
-Rimarrai sempre un druido darnassiano, ricordatelo bene. Mi aspetto che tu faccia rapporto spesso di ciò che incontrerai e che possa rappresentare un pericolo o un’occasione per Teldrassil, intesi?
Lilac fece per rispondere, ma si limitò ad inchinarsi all’unisono con Dendrite non appena notò che questi aveva giunto le mani.
-Andu-falah-dor! –pronunciò secco Fandral, mentre Mathrengyl annuiva serio.
Tyrande, a sua volta, lasciò il proprio posto pronunciando un sommesso “Elune’Adore”. I due druidi, seguiti dalla sacerdotessa, uscirono dalla sala e percorsero le volute dell’albero.
Giunti presso il ponte che portava al tempio di Elune, Tyrande per la prima volta alzò lo sguardo e lo diresse verso Lilac, che imbarazzato abbassò il proprio.
-Non c’è bisogno che tu distolga lo sguardo da me, Lilac. Non sono una tua superiore.
Grato per il fatto che la Sacerdotessa avesse frainteso, Lilac abbozzò un sorriso. Stava ancora cercando di darsi un contegno, che la Sacerdotessa tornò a parlare:
-Contiamo su di te, non dimenticarlo. Augurandoti che Elune guidi i tuoi passi non mi sembra più di pronunciare parole vuote… Addio.
Dopo che l’elfa gli diede le spalle ritornando al tempio, Lilac si trovò nuovamente a osservarla, fino a che Dendrite, nascondendo un sorriso malizioso, non gli diede una pacca sulla spalla e lo invitòa seguirlo verso il villaggio di Ruth’eran.
Quando giunserò di fronte al molo, Lilac si stava ancora interrogando sul signficato della parole di Tyrande. Che cosa intendeva con quel noi? Gli sembrava improbabile che si trattasse di una comunione d’intenti con Fandral, c’era dunque qualcosa che non gli era ancora stato detto?
La sua curiosità venne soddisfatta quando si trovo faccia a faccia con Dendrite, al molo.
-Devi ancora capire il senso del tuo viaggio, vero Lilac?
-Shan’do, come avete detto all’Arcidruido, il mio incarico sarà di investigare sulla piaga della Non-Morte, o mi sbaglio?
-Quella è senz’altro una nobile causa, e un compito di cui noi druido dobbiamo farci carico. Ma la mordace ironia di Staghelm, quando ha ipotizzato che volessi semplicemente mandarti lontano dalla sua influenza, è stata più veritiera di quanto egli non creda.
Non sentirti insicuro, Lilac. Avverto in te il timore che ti venga chiesto qualcosa che vada contro la tua fedeltà alla tua gente… Ma non scordarti che è anche il mio popolo, anche se Teldrassil non è casa mia.
Lilac deglutì.
-Qual è allora il mio compito, Shan’do Starbreeze?
-Crescere. Libero e autonomo, lontano da questa terra che corre a velocità sfrenata… verso gli errori del proprio passato. Quando tornerai qui, sarai più saggio e consapevole del tuo potere e dei tuoi limiti. Allora sì che potrai fare davvero qualcosa per i Kaldorei. Allora… saprai quale sarà la cosa giusta da fare.
-Ma… non avete nessun consiglio da darmi? Quando mi sono recato a Lordaeron, finora è stato solo per brevi viaggi… quale dovrà essere la mia meta?
-Non è un problema di luoghi, Lilac. Ma di persone… Recati negli altipiani di Arathi e cerca Serpe e suo figlio Alfiere. Sono due kaldorei, un druido e un cacciatore. Serpe non è stato mio studente, ma… è cresciuto a Moonglade quando ancora le nostre speranze erano fondate. So che ci si può fidare di lui.
Dendrite sorrise, quindi levò la sua mano al cielo. Quando scomparve, le parole “Ishnu-alah, Thero’shan Clawraiser” stavano ancora risuonando nell’aria della notte.
Lilac seppe che il suo maestro era già giunto sano e salvo a Moonglade, grazie a un incantesimo che lui stesso era in grado di padroneggiare. Ora, però, era venuto il momento di distogliere lo sguardo da Kalimdor, e di guardare verso Est.

_________________
Holy Sh*t!

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<GM> [Kirjorrath] whispers: Farewell Grief, may your diplomacy serve you well.


giovedì 28 giugno 2007, 15:27
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